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2025-12-05
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Editorial
Universidad Nacional de Educación a Distancia (España). Escuela Internacional de Doctorado. Programa de Doctorado en Filología: Estudios Lingüísticos y Literarios

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Resumen
Questa tesi esplora l’influenza e il rinnovamento del pensiero filosofico contemporaneo sul tema della differenza sessuale, con particolare riferimento alla Comunità filosofica Diotima e ai contributi delle pensatrici Luisa Muraro e Adriana Cavarero. La ricerca si concentra sul ruolo cruciale di Diotima nella ridefinizione della filosofia e della politica attraverso una prospettiva di genere, proponendo un approccio innovativo alla riflessione sull’autorità femminile. Nonostante le storiche disuguaglianze di genere nel mondo accademico e filosofico, le filosofe di Diotima hanno contribuito significativamente a una nuova epistemologia che sfida le tradizionali strutture patriarcali della tradizione occidentale. Le loro opere hanno aperto la strada a una visione che rifiuta l’universalismo maschile, promuovendo l’importanza di una visione e di un linguaggio autenticamente femminile. La ricerca si concentra, inoltre, sulla metodologia dialogica di Diotima e sulla costruzione di un sapere collettivo. Il primo capitolo analizza l’evoluzione del femminismo attraverso le sue diverse ondate e correnti, mettendo in luce il ruolo fondamentale di figure e movimenti che hanno contribuito all’affermazione dei diritti delle donne. Esso affronta la storia del femminismo dalle sue origini nell’antichità fino alla contemporaneità, evidenziando come, attraverso l’Illuminismo e la Prima Ondata del femminismo, si sia sviluppato un pensiero critico sulle disuguaglianze di genere. La Seconda Ondata femminista ha portato a una maggiore consapevolezza delle oppressioni sistemiche, mentre la Terza Ondata ha introdotto il concetto di intersezionalità, ampliando l’analisi alle diverse forme di discriminazione. Infine, la Quarta Ondata ha visto l’affermazione del femminismo digitale, con movimenti come #MeToo e #TimesUp, e un crescente interesse per tematiche come il femminismo trans-inclusivo e ambientale. Il secondo capitolo si focalizza sulla mistica femminile medievale, un fenomeno spirituale che ha avuto una grande rilevanza nella storia delle donne. La mistica delle donne nel Medioevo si è spesso sviluppata al di fuori delle strutture ecclesiastiche ufficiali, come forma di spiritualità autonoma, che sfidava le rigide gerarchie maschili della Chiesa. Le esperienze mistiche di molte donne medievali, come Ildegarda di Bingen, Caterina da Siena e Teresa d’Avila, erano caratterizzate da visioni, estasi e da una profonda introspezione divina. Queste donne, attraverso esperienze dirette con l’Assoluto, hanno creato una modalità di rapporto con Dio che non dipendeva dalla mediazione maschile, tipica dell’Istituzione ecclesiastica. In particolare, la figura di Ildegarda di Bingen è centrale in questo capitolo. Ildegarda non solo fu una mistica, ma anche una teologa, scienziata, e compositrice, le cui visioni sono state espresse in una varietà di scritti che abbracciano la medicina, la filosofia naturale e la musica. La sua mistica incarna una devozione profonda nei confronti del divino, ma anche una critica alle convenzioni sociali e religiose dell’epoca. Il terzo capitolo si concentra sul pensiero di Adriana Cavarero, una delle principali filosofe femministe contemporanee. Cavarero è nota per la sua critica al linguaggio e alle strutture di potere patriarcali, che, secondo lei, hanno limitato la possibilità di espressione delle donne, riducendole a ruoli passivi e subalterni. In particolare, Cavarero si concentra sul concetto di narrazione, introducendo l’idea del “narrare singolarmente”, che pone l’accento sull’importanza delle storie individuali delle donne come fonte di identità e significato. Cavarero propone una lettura critica delle figure femminili nella tradizione culturale, offrendo una nuova interpretazione di personaggi storici e mitologici. Un esempio centrale in questo capitolo è l’analisi della figura di Penelope nell’Odissea. Cavarero, infatti, rileggendo Penelope, la vede non solo come simbolo di fedeltà coniugale, ma anche come una figura che esercita una forma di potere attraverso l’astuzia, l’autocontrollo e la capacità di resistere. Penelope diventa, quindi, un modello di resistenza e di affermazione femminile, che non dipende dalle azioni eroiche tradizionalmente attribuite agli uomini, ma dalla sua capacità di governare la propria vita e il proprio destino. Il capitolo esplora, inoltre, la critica della studiosa alla concezione patriarcale del linguaggio, che riduce la donna a un mero oggetto e senza voce. Cavarero, invece, invita a dare consistenza alle storie delle donne, che non devono più essere viste come corpi vuoti, ma come soggetti attivi, capaci di raccontare la propria esperienza in modo complesso e articolato. In sintesi, i tre capitoli offrono una riflessione profonda sulle numerose esperienze femminili di libertà ed indipendenza. La conclusione del lavoro mette in luce come la Comunità filosofica Diotima, attraverso le sue principali esponenti, abbia svolto un ruolo fondamentale nella ridefinizione della filosofia. La riflessione femminista proposta da queste pensatrici ha contribuito a rivelare le limitazioni della tradizione filosofica dominata da visioni maschili, aprendo nuovi spazi di riflessione e di ricerca che tengano conto delle donne.
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Parisi, Simona Eva Giuseppa (2025). Comunicazione e filosofia femminile del fare "Diotima". [Tesis doctoral, Universidad Nacional de Educación a Distancia (España)]
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Escuela Internacional de Doctorado
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Programa de doctorado
Programa de Doctorado en Filología. Estudios Lingüísticos y Literarios.
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